Mercoledì dalle 17.00 alle 19.00 - Monza

Il corso

Mercoledì dalle 17.00 alle 19.00
Sede di Monza

Costo: 
€ 450 soluzione unica
€ 510 pagamento rateale
(iscrizione € 150 | 3 dic € 120 | 7 gen € 120 | 4 feb € 120)

a partire da 450 €
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In questo corso...

"E quando penso alla mia vocazione, non ho più paura della vita.”
Nina, Il gabbiano, A. Cechov

Quando immagino il teatro per gli adolescenti, penso alla giovane Nina de “Il gabbiano” di Cechov. Ripenso a una frase che una ragazza di un corso scrisse sul suo diario di bordo: “il teatro aiuta a uscire dalla quotidianità”.

Credo fermamente che il teatro a quest’età metta comunque in una condizione di scoperta e d’integrazione. Aiuti il partecipante a giocarsi in diversi ruoli liberando le proprie emozioni attraverso nuovi personaggi, permetta di sperimentarsi senza paura, fino a oltrepassare il normale modo di essere. Anche il pensiero diventa flessuoso e si arricchisce di tale esperienza.

Pertanto il teatro sperimentato in adolescenza può considerarsi un’arte creativa, formativa e profondamente trasformativa. In età adolescenziale ci si cala negli abissi dell’anima, dove tutto è soggetto a trasformazione sia fisica sia psichica: il rapporto con i genitori, le separazioni, l’impeto delle pulsioni e l’instabilità dei confini ordinari del pensiero logico e formale. I ragazzi sono travolti in un tourbillon di emozioni apparentemente ingestibili e inconciliabili.

È fondamentale perciò trovare uno spazio per narrarsi. La narrazione è conoscenza, elaborazione di eventi, rappresentazione e organizzazione di questi, un modo di costruire e fare propri significati inediti, organizzare gli eventi per conferire senso al sé, al mondo esterno e alla relazione.

Il teatro permette di sentirsi parte di un gruppo e di raccontare all'interno di questo spazio tutelato i vissuti, di vivere quei paradossi emozionali e concede di rappresentarsi in un modo tutto nuovo. In questo modo la realtà interna apparentemente incomunicabile sembra trovare la giusta dimensione.

Questo spazio potenziale di incontro, di gioco creativo, di onnipotente creazione e trasformazione è l’essenza del teatro, affetto dalla precarietà del magico stesso, che sorge nella propria intimità e nella relazione con gli altri.
E una volta che si compie questo viaggio dentro la propria anima, non si ha più paura della vita e probabilmente non si “uscirà” dalla quotidianità ma si accederà a segreti confinati nel profondo del proprio essere e si scopriranno cose che attendono solo di essere rappresentate.

I docenti

Daniele Crasti

Attore. Diplomato all'Accademia dei Filodrammatici di Milano.  
Nel 2011 debutta con lo spettacolo Effetto Lucifero in prima nazionale al Teatro Filodrammatici di Milano. Lo spettacolo è la prima produzione della compagnia Oyes di cui è uno dei fondatori, nonché progetto vincitore del primo premio giovani realtà del teatro indetto dall'accademia Nico Pepe di Udine. Il testo è anche finalista al premio Tondelli di Riccione 2011. Dal 2007 collabora con Mediaset per diversi lavori pubblicitari in virtual screen e non, come attore e speaker, per marchi quali Cipster-Kraft, Nerogiardino, Giochi Preziosi, Mc Donald, Gedis, Digital Bros.
Nel 2016 tiene un percorso teatrale e di recitazione cinematografica con l'associazione culturale Liberi Svincoli all'interno del progetto 6 Bamba svoltosi per la comunità di recupero sociale Solaris di Triuggio affiancando la sua pedagogia al percorso individuale degli ospiti. 
Lavora per Linguaggi Creativi Milano, Lab121 Milano e per il Liceo Artistico Candiani di Busto Arsizio.