Online - DAL TESTO ALLA SCENA | POSTI ESAURITI

Il corso

Martedì 17 novembre dalle 20.30 alle 22.30

Martedì 24 novembre dalle 20.30 alle 22.30

Martedì 1 dicembre dalle 20.30 alle 22.30

Martedì 8 dicembre dalle 20.30 alle 22.30


Il corso è gratuito ed esclusivo per i nostri allievi

Il numero massimo di partecipanti è di 14 persone
(per garantire uno spazio di relazione con l'insegnante)

Per iscriversi al corso online:
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Le iscrizioni sono aperte fino a venerdì 13 novembre
È possibile partecipare ad un solo corso online

a partire da 1 €
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In questo corso...

Dal testo alla scena - Quando le parole diventano azioni

Gli attori e i registi sono abituati a trasformare in scene le parole scritte dai drammaturghi. 
Per fare questo si compie una sorta di “traduzione” che trasforma didascalie e battute in azioni.
Come funziona questo processo?

Innanzitutto bisogna saper leggere un testo drammaturgico, non come si legge un romanzo, ma comprendendo che quella serie di parole sono uno strumento di lavoro dell’attore.
Il testo di un dramma che si legge sulla pagina non è un’opera completa, finita, ma piuttosto è una serie di indizi che l’attore e il regista devono essere in grado di decodificare.

Per il nostro lavoro useremo una delle opere più famose del teatro moderno: “Il gabbiano” di Anton Cechov.

Il lavoro si divide in quattro parti:

1Un po’di storia - Da Diderot a Cechov da Cechov a Hollywood

Quando “Il Gabbiano” andò in scena per la prima volta fu un fiasco colossale. Come mai? Cechov fu il promotore di una rivoluzione nel modo di scrivere e concepire il teatro, una rivoluzione che dalla fine dell’Ottocento arriva fino ad Hollywood.

2. L’attore che legge

Leggiamo il testo come fossimo degli investigatori che devono analizzare degli indizi. Come fa uno scrittore di cento anni fa a dialogare con le attrici e gli attori di oggi?

3. L’attore che fa

Ora che abbiamo fatto un po’ di ordine tra gli indizi nascosti nel testo, come possiamo tradurre le parole in una scena?

4. I registi
Qual è il compito del regista in tutto questo lavoro? Ascoltiamo le parole di Stanislavskij (primo regista dell’opera) e di Nekrosius (regista contemporaneo) e osserviamo alcuni frammenti video di tre messe in scena di quest’opera (quella di Orazio Costa, quella di Luca Ronconi e quella di Nekrosius) per osservare diversi modi di tradurre in scena le parole di Cechov.

5. Bonus track - Altri modi di scrivere per il teatro

Non c’è un solo modo per scrivere il teatro. Diamo un’occhiata alle pagine di autori tra loro lontanissimi: Euripide, nella Grecia Antica; i Canovacci della Commedia dell’Arte; Goldoni nella Venezia del Settecento; Beckett nella seconda metà del Novecento; Rodrigo Garcia e altri autori di oggi. Ogni modo di scrivere è pensato per un tipo particolare di attore e di pubblico.

I docenti

Luca Spadaro

Dalla fine degli anni Ottanta studia recitazione in Italia e Svizzera. Alterna i primi esperimenti di regia al lavoro di tecnico teatrale (attrezzista, datore luci). Nel 1993 si trasferisce in Argentina dove scrive i suoi primi testi drammaturgici. Tornato in Europa fonda la Compagnia Teatro d’Emergenza con cui, a tutt’oggi, ha messo in scena più di trenta spettacoli come regista. Dal 2003 si occupa di pedagogia teatrale. Nel 2019 pubblica il libro “L’attore specchio-training attoriale e neuroscienze” (Ed. Dino Audino) Oltre all’attività di regista, drammaturgo e pedagogo sta studiando, insieme a specialisti di vari settori, i legami tra neuroscienze e recitazione.