Lunedì - dalle 19.00 alle 21.00 - Alessia Vicardi e Sabina Villa

Il corso

Lunedì dalle 19.00 alle 21.00

Periodo: da ottobre a giugno

Sede di Monza

Costo
soluzione unica: € 510
in tre rate: € 150 (iscrizione) + € 150 (9 dic) + € 210 (3 mar)

Lezione di prova gratuita:
Lunedì 5 ottobre 2020

a partire da 510 €
contattaci per maggiori informazioni  
Torna alla pagina del corso

In questo corso...

“Il teatro non è il paese della realtà: ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di cartapesta, diamanti di vetro, oro di carta stagnola, il rosso sulla guancia. Ma è il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco.” (Victor Hugo)

La parola chiave che guiderà il lavoro sarà divertimento, nel senso del giocare a divergere da sé, per convergere sul proprio cuore. Il teatro sarà il nostro paese del vero, in cui esplorare le nostre più autentiche emozioni e la nostra umanità. E per farlo “ad arte”, affronteremo insieme le basi della grammatica teatrale: improvvisazioni fisiche e verbali, la comunicazione non verbale, i primi rudimenti di dizione e vocalità, l’uso dello spazio, la relazione con i compagni di scena e lo studio di brevi testi d’autore. Il percorso si concluderà con una messa in scena in teatro, così da chiudere l’esperienza con l’emozionante magia del palcoscenico. Il corso sarà co-condotto da Alessia Vicardi e Sabina Villa.

I docenti

Alessia Vicardi 

Nasce a Cremona nel 1973. Dopo il Liceo Linguistico frequenta l’Accademia dei Filodrammatici di Milano, città in cui vive. Nell’anno del diploma, il 1995, vince la borsa di studio “Lina Volonghi “ di Roma e partecipa al Master di perfezionamento dell’ Accademia d’Arte Drammatica Russa (R.A.T.I – Mosca) tenuto da J. Alschitz. L’incontro con una metodologia differente di approccio all’arte dell’attore e alla pedagogia teatrale mette in discussione la struttura acquisita in Accademia, perciò, parallelamente al lavoro di attrice, prosegue la propria formazione seguendo i laboratori teatrali di P. Clough, N. Karpov, A. Milenin, F. Kahn, D. Manfredini, J. Klezic. La passione adolescenziale per lo studio del comportamento umano e delle differenze tra i sistemi culturali la porta al conseguimento della Laurea in Scienze Etno-antropologiche all’Università di Bologna ( 2011). Nel 2010 vince la VI edizione della Borsa lavoro “Alfonso Marietti” indetta dall’Accademia dei Filodrammatici come regista dello spettacolo “Khub Nist, o l’identità”(2010), di Deniz Ahzar Azari. Nel 2016 è regista di “Come vorrei non morire”, di Daria Pascal Attolini. Tra il 2017 e il 2018 scrive e interpreta “L5 – S1 una storia naturale” in collaborazione con la scrittrice Michela Tilli e in co-regia con Chiara Petruzzelli. Lo spettacolo, sul tema del dolore e della sopravvivenza del più forte, debutta a Monza, viene ripreso a Milano, al Festival di Basiano e al Festival novarese “Le Notti di Cabiria”. Dal 2009 tiene corsi e laboratori di teatro per adolescenti e adulti presso la “Scuola del Binario 7” di Monza; è docente assistente all’Accademia dei Filodrammatici di Milano; coordina un gruppo amatoriale di San Donato Milanese chiamato la “Compagnia di Sovversivi”. Ha collaborato con Teleradiocittanova di Cremona come speaker per programmi musicali e di intrattenimento culturale e con la Radio Svizzera Italiana come attrice radiofonica. 

 

Sabina Villa

È attrice, regista teatrale e video, scrittrice e drammaturga, insegnante di recitazione e tecniche vocali in lingua italiana e francese. 
Si diploma in arte drammatica nel 1993 all’Accademia dei Filodrammatici di Milano.
Negli anni successivi integra costantemente la preparazione accademica con stage e seminari, interessandosi in particolare alla parola e alla vocalità d’attore.
Studia con Adriana Innocenti e Piero Nuti (Teatro Popolare di Roma), Massimo Navone (Teatro  Filodrammatici di Milano), Antonella Talamonti (Scuola Popolare di Musica del Testaccio di Roma), Olena Leonenko (Tecniche Vocali, Polonia), Renzo Vescovi (Teatro Tascabile di Bergamo, metodo Odin Teatret), Matteo Belli (Centro dell’Attore Sinfonico di Bologna).
La guida l’idea che l’arte scenica sia un accadimento ritmico/sonoro oltre che fisico/visivo.